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Amarcord

 

amarcord

Migliorare la qualità della vita dei malati e delle loro famiglie portando sollievo e restituendo un ruolo e dignità sociale ai malati affetti dalla malattia di Alzheimer anche attraverso un coinvolgimento attivo della cittadinanza, promuovendo e sensibilizzando l’accoglienza dei malati al fine di prevenirne il rischio di isolamento sociale .

Titolo del progetto “ AMARCORD”

Responsabile/ coordinatrice del progetto Bruna Di Berardino

Qualifica Presidente di associazione Nonno Mino onlus

Recapito telefonico 3297334226 Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Analisi dei bisogni

A quale bisogno risponde il progetto, e come questo bisogno è stato individuato.

I bisogni individuati sono il risultato di un Progetto già avviato a Bottega di Vallefoglia nell’aprile 2015 e terminato nel marzo 2016 promosso dall’Associazione Nonno Mino e sostenuto dal Comune di Vallefoglia , dall’ATS n1 e dall’Area Vasta n.1 il quale ha avuto un ottimo riscontro e la partecipazione da parte di 35 iscritti. Inoltre siamo presenti sul territorio con altri due servizi di aggregazione sociale nella città di Pesaro che adotta lo stesso modello metodologico ed operativo che è stato sperimentato a Bottega di Vallefoglia. Da riunioni di confronto le famiglie delle persone affette dalla malattia di Alzheimer hanno esplicitato con forza il bisogno di continuare ad implementare degli interventi per soggetti nella fase iniziale della malattia. Gli interventi socio-terapeutici PRECOCI possono risultare efficaci per il miglioramento della funzione cognitiva, per il trattamento della depressione, per il miglioramento dell’umore del personale assistenziale, nel mantenimento del malato al proprio domicilio e nel ritardare il più possibile una eventuale istituzionalizzazione. In tale fase non sussistono bisogni relativi all'assistenza fisica, ma piuttosto dei problemi legati all'impreparazione dei familiari di fronte alla malattia ed all'isolamento sociale.

Obiettivi del progetto

→Migliorare la qualità della vita dei malati e delle loro famiglie portando sollievo e restituendo un ruolo e dignità sociale ai malati affetti dalla malattia di Alzheimer anche attraverso un coinvolgimento attivo della cittadinanza, promuovendo e sensibilizzando l’accoglienza dei malati al fine di prevenirne il rischio di isolamento sociale .

→Promuovere la permanenza a domicilio delle persone affette dalla malattia di Alzheimer.

→Informare sulla malattia e sulle possibilità e modalità di intervento, fornendo ai care-giver degli strumenti pratici nella relazione con i propri

cari, trasmettendo sicurezza nelle loro azioni e infondendo la certezza di una continuità e qualità di vita anche nella attuale nuova condizione in cui si vengono a trovare e cercando di riportare le persone a condividere percorsi ed attività comunemente riconducibili a persone “sane”.

→Prevenire possibili rischi di isolamento sociale dell’adulto/anziano o di decadimento delle abilità cognitive, promuovendo l’autostima ed il benessere fisico e psicologico della persona

Chi sono i destinatari dell'intervento

Persone affette dalla malattia di Alzheimer con un problema di demenza di grado lieve/moderato e i loro familiari , adulti ed anziani

Quanti sono i destinatari : max.40

Azioni previste

→Assement del Progetto: costituzione di una équipe "tecnica "di progetto composta da: 1 coordinatore 2 psicologhe, 1 educatrice e 4 volontari formati.

→Creazione gruppo di lavoro condiviso con il soggetto partner e l’ente coinvolto per la definizione del piano operativo.

→Organizzazione di una giornata informativa rivolta alla cittadinanza

→Acquisizione dei nominativi e presa in carico e valutazione attraverso un colloquio c/o sede Auser o attraverso delle visite domiciliari, per riportare in équipe i dati necessari ad individuare i percorsi individualizzati più idonei .

→Attività proposte: riabilitazione cognitiva, musicoterapia, danzaterapia, canto, Longevity(ginnastica dolce), pittura, poesie e letteratura, laboratori artistici individuali e/o in piccoli gruppi e giochi socializzanti. Uscite sul territorio con l'accompagnamento di volontari. Incontri di supervisione e sostegno alle famiglie con una psicologa .

Metodologie adottate

→ Equipe tecnica: colloquio di conoscenza attraverso la visita domiciliare e/o presso sede Auser del coordinatore del Progetto per riportare dati necessari ed individuare i percorsi più idonei.

→Strumenti utilizzati: scheda profilo candidati, piano individualizzato, somministrazione di un questionario che valuterà l'impatto del progetto sulle abitudini e la vita dei malati e delle famiglie.

→Messa in atto delle attività cognitive e plurisensoriali dall’educatore e dalla psicologa con il supporto dei volontari. Il coordinatore è la figura di riferimento per il contatto con le famiglie e per i volontari. Si occupa di riportare eventuali criticità in équipe e detta i tempi. E’ previsto inoltre ogni 3 mesi l'incontro della psicologa e del coordinatore con i familiari per valutare e condividere il percorso in itinere, monitorando eventuali cambiamenti comportamentali dei malati per correggere ed adeguare atteggiamenti e aspettative.

Il gruppo di lavoro definisce gli indicatori e le attività di monitoraggio e valutazione.

Specifiche azioni collegate alla collaborazione con l’ente partner Comune di Vallefoglia

→L’ organizzazione della giornata informativa rivolta alla cittadinanza

→L’utilizzo degli spazi della sede Auser per lo svolgimento delle attività a favore delle persona affette dalla malattia di Alzheimer e Adulti/Anziani in modalità preventiva , due volte a settimana nei giorni lunedì e giovedì dalle ore 9 alle 12 .

→Spazio per l’accoglienza e colloquio con le famiglie per la riabilitazione cognitiva individualizzata svolte una volta a settimana al pomeriggio dalle 16,00 alle 19,00

( giorno da concordare)

→ Incontri trimestrali con le famiglie a cura della psicologa e del coordinatore del Progetto ( giorno e orario da definire) .

→Convegno finale per la presentazione dei risultati fine 2017

Risultati attesi

•Far comprendere agli Enti/ Istituzioni che l’Alzheimer non è solo una malattia di tipo “sanitario” ma è profondamente” sociale” e quindi necessita di una maggiore integrazione socio-sanitaria

•Realizzare una maggiore omogeneità di informazione sul territorio; il coinvolgimento di un maggior numero di persone nel mondo del volontariato

•Creare dei rapporti con circoli ricreativi , centri sociali , musei e biblioteche da far frequentare a famiglie e malati

•Esportare il Ns.Progetto sperimentale pilota al fine di realizzare dei centri di aggregazione sociale autogestiti in parte anche dai malati integrandoli con Adulti/Anziani con finalità preventive

• Abbattere lo stigma dell'Alzheimer, associato all'idea di demenza, favorendo la socializzazione di persone affette dalla malattia e dei loro familiari in contesti pubblici e quotidiani

•Diffondere l’idea che le cose possano essere possibili e che sinergie,competenze e sensibilità possono fare la differenza

Ambito territoriale in cui il progetto verrà sviluppato

ATS n.1 in particolare modo il territorio del Comune di Valle Foglia

Inizio previsto 09/01/2017 termine previsto 09/01/2018 ( eventualmente prorogabile

Piano di sviluppo: tempi e fasi del progetto

→Assement del progetto già costituito

→Giornata informativa per le famiglie novembre/dicembre 2106 ( giorno da concordare con il Comune di Vallefoglia e Auser )

→Accoglienza famiglie e redazione piani individualizzati: gennaio-febbraio 2018

→Formazione ed aggiornamento volontari: aprile-maggio 2017

→ Attività educative e socializzanti gennaio 2017-dicembre 2018

→Uscite sul territorio maggio- luglio 2017

→Incontri trimestrali con le famiglie marzo- giugno - settembre- dicembre 2017

→Valutazione finale, somministrazione questionari di valutazione e gradimento ottobre / novembre 2017

→Convegno finale per la presentazione dei risultati fine anno 2018 ( mese da definire )

Il Progetto impegnerà complessivamente 4 figure professionali (volontarie ) e 4 volontari formati.

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